A proposito di un'intervista dell'on. Crosetto

 

(25 luglio 2026) - C’è chi stamani ha osservato che vi è una differenza fra le posizioni in tema di politica estera, in particolare sul sostegno all’Ucraina, espresse dalla segretaria del PD Schlein in una lunga intervista concessa due giorni fa al Foglio e quelle di altre componenti del cosiddetto campo largo e in particolare di quelle del Movimento 5 stelle. Questa differenza costituirebbe un problema aperto e irrisolto (o forse irresolubile?) per il centrosinistra.

L’osservazione in sé è esatta: la differenza di opinioni in senso al centrosinistra è emersa più volte in questi anni, anche nei dibattiti parlamentari su questi problemi e nelle diverse mozioni presentate dalle varie componenti del cosiddetto campo largo. È quindi opportuno che le varie forze del centro-sinistra si pongano il problema di giungere a una posizione comune su questi temi in vista delle prossime elezioni. E tuttavia, il centro-sinistra ha ancora del tempo dinnanzi a sé, nel senso che le elezioni politiche sono ancora lontane e non è neppure certo con quale legge elettorale si andrà a votare. Quando il quadro sarà chiaro il centro-sinistra dovrà esporre una propria linea su tutti i problemi del paese e certamente non potrà non cominciare con il fissare una linea comune in tema di politica estera e della difesa.

Nel frattempo, però, se gli stessi osservatori conducessero un’analoga analisi sulle posizioni dei partiti che compongono l’attuale maggioranza di governo, non potrebbero non notare un’articolazione di posizioni altrettanto ampia di quella che si nota nel centro-sinistra, con la differenza, però, che tali differenze potrebbero e possono già influire sulla linea del governo. Questa osservazione è stata già più volte avanzata ma, fino a qualche tempo fa, gli osservatori avrebbero potuto aggiungere che, pur essendo aperte ed evidenti le differenze in seno alla coalizione dei partiti di centro-destra, vi era una linea molto netta, fissata e seguita dalla Presidenza del Consiglio, che garantiva al governo una chiarezza di indirizzi che superava le differenze che in sede politica e parlamentare risultavano dalle posizioni dei partiti della coalizione.

Questo valeva fino a qualche tempo fa. Sarebbe difficile sostenere che questo valga tuttora. Per averne conferma, è sufficiente leggere l’intervista concessa stamani a Francesco Bei di Repubblica dal ministro della Difesa. Nell’intervista, l'on. Crosetto riafferma una linea chiara di politica estera e della difesa con implicazioni anche sul problema delle alleanze in vista delle prossime elezioni. Dichiara infatti senza mezzi termini il pieno sostegno all’Ucraina anche sul piano militare e ribadisce l’allarme per i rischi non solo di interferenze elettorali da parte di paesi come la Russia e la Cina, ma anche di una vera e propria minaccia militare all’Europa da parte della Russia di Putin. Quanto alle spese per la difesa, Crosetto ribadisce che gli impegni assunti in sede NATO dovranno essere rigorosamente rispettati dall’Italia.

Ma è questa oggi la posizione del governo italiano? Nessuno è in grado di dire se oggi l’Italia è fra i paesi ‘volenterosi’ sul problema dell’Ucraina, né se intenda mantenere senza equivoci i suoi impegni a sostenere anche sul piano militare l’Ucraina, né infine se abbia intenzione di mantenere gli impegni sull’aumento delle spese per la difesa assunti in sede NATO. Un accenno da parte di Crosetto al problema del generale Vannacci chiarisce definitivamente la sua posizione a questo proposito, ma lascia intuire che egli auspica che questa sia la posizione dell’on. Meloni, senza esserne certo.

In realtà, oggi non si può più parlare di una ‘chiara’ posizione di politica estera del governo Meloni. Si può definirla così parlando del ministro della Difesa e, forse, del ministro degli Esteri, ma il linguaggio della presidente del Consiglio è molto più sfumato. Dalla rottura con Trump in poi, la politica estera italiana è avvolta da una fitta nebbia. Si direbbe che l’on. Merloni abbia colto l’occasione di quella rottura voluta dal Presidente degli Stati Uniti non per chiarire, ma per nascondere del tutto le proprie idee in materia di politica estera. Già era incerto e confuso il profilo del governo Meloni in tema di politiche europee, ora a questo si è aggiunto il silenzio e l’incertezza su tutto il problema della politica estera.

Non ne facciamo una questione se sia più grave l’una o l’altra incertezza. Sulla politica estera e sulla politica europea sarebbe auspicabile che non vi fossero né incertezze né dubbi a destra come a sinistra. Ma noi siamo abbastanza certi che il centrosinistra alla fine si darà una linea chiara, mentre siamo pronti a scommettere che l’effetto Vannacci, dentro o fuori della maggioranza, spingerà ad avvolgere e a mantenere in una spirale di nebbia gli impegni del centro destra.

 

Giorgio La Malfa sul Corriere della Sera

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Chi si avvantaggia(va) dall’emendamento bocciato?

15 luglio 2026 - Oltre a penalizzare la rappresentanza femminile, l’emendamento che mirava a introdurre le preferenze nella legge elettorale in esame alla Camera, respinto ieri per un voto di differenza, ci sembra che avesse un effetto discriminante a favore di FdI rispetto alla Lega e a FI. Si tratta di questo. È evidente che la lotta per le preferenze aiuta la raccolta del voto, mentre le liste bloccate la scoraggiano. Ora, la soluzione contenuta nell’emendamento prevedeva che i capilista nelle varie circoscrizioni fossero bloccati, mentre gli eletti ulteriori sarebbero stati scelti mediante le preferenze. Per un partito che si prevede possa eleggere più di un deputato per circoscrizione, questo significa aggiungere il forte fattore della concorrenza fra aspiranti al seggio. Invece per un partito la cui percentuale faccia pensare che al massimo potrà essere eletto un deputato per circoscrizione non vi sarà alcuna speranza per i candidati successivi. Di conseguenza non si accenderà alcuna lotta e non vi sarà alcuna spinta alla raccolta di voti da parte dei candidati successivi al capolista.

Dunque, per FdI l’emendamento contiene un incentivo alla raccolta dei voti da parte di singoli candidati che si aggiunge alla spinta nazionale. Invece, per la Lega e per Forza Italia, accreditati di percentuali elettorali fra il 5 e il 10%, questo fattore non esisterebbe. Essendo previste 49 circoscrizioni, un partito con il 10% eleggerebbe al massimo un deputato per circoscrizione: cioè il capolista bloccato. Un partito con percentuali inferiori, eleggerebbe deputati solo in una parte delle circoscrizioni e comunque solo i capilista. Non vi sarebbe nessun incentivo per i nomi inclusi nelle liste. Praticamente nessuno di loro avrebbe la possibilità di essere eletto. Naturalmente per la Lega, che ha un insediamento concentrato in alcune regioni, potrebbero esistere delle circoscrizioni più “competitive.”

Nella sostanza l’emendamento favoriva la campagna elettorale di Fratelli d’Italia a danno degli alleati. Un danno che si aggiunge alla indicazione obbligata del candidato (o della candidata) alla Presidenza del Consiglio.

Forse per Lega e Forza Italia quel che troppo è troppo …

 

Roberto Gressi e la legge elettorale

13 luglio 2026 - Se fossimo all’inizio della legislatura, sarebbe condivisibile l’auspicio di Roberto Gressi, sul Corriere della Sera di stamani, di un accordo fra maggioranza e opposizione su una nuova legge elettorale. Così come sarebbero condivisibili le indicazioni di Gressi sui requisiti che dovrebbe avere una buona legge elettorale: un impianto sostanzialmente proporzionale, qualche meccanismo che tenda a generare una maggioranza non spropositata come quella di cui per ora si parla, ma  abbastanza ampia per evitare che la maggioranza, essendo troppo ristretta, sia soggetta al ricatto di uno o di pochi parlamentari, ed infine che si torni a un rapporto fra elettori e eletti o attraverso il voto di preferenza o attraverso i collegi uninominali. Forse, partendo da una pacata discussione sui principi e acquisendo il consenso su di essi, sarebbe possibile giungere a una proposta di legge elettorale sulla quale potrebbe realizzarsi una maggioranza più ampia della maggioranza di governo.

Tutto questo richiederebbe tempo e soprattutto distanza dal ritorno alle urne. Ecco perché il momento per discutere ed approvare una legge elettorale con le modalità bipartisan delineate da Gressi e con le caratteristiche da lui suggerite non può essere l’ultimo anno della legislatura. Per giungere a un risultato condiviso sarebbero necessari tempi e procedure adeguate che oggi, con le elezioni vicine, non sono più possibili. Sarebbe anche necessario che, essendo distanti le elezioni, non fossero immediatamente traducibili in guadagni o perdite di seggi le varie soluzioni prese in esame.

Giunti ormai a pochi mesi dal voto, con i sondaggi di opinione che tendono a indicare la probabile forza dei vari partiti e i probabili esiti per le coalizioni, non è immaginabile l’adozione di una legge di cui non sia possibile valutare sulla carta gli esiti. A non essere disponibile sarebbe la maggioranza, ancor prima dell’opposizione.

Ormai si può solo chiedere alla maggioranza di non imporre con la forza dei numeri una soluzione che le sia smaccatamente favorevole e che contenga delle clausole concepite soltanto con lo scopo di mettere in luce le difficoltà delle opposizioni, come è quella, di dubbia costituzionalità, di obbligare le coalizioni a indicare il nome del futuro presidente del Consiglio.

Sarebbe accettabile solo una legge elettorale che lasciasse aperto l’esito del voto, ma è del tutto evidente che per la maggioranza questa soluzione sarebbe o apparirebbe come una specie di suicidio. E dunque non sarà questa la strada che si imboccherà. Pensiamo che la destra alla fine andrà avanti, accettando il rischio dell’accusa di avere tentato un colpo di mano, anzi forse sperando di spingere l’opposizione ad avanzare questa accusa nella speranza che la radicalizzazione dello scontro finisca per aiutare il governo e la maggioranza.

Questa è la strada che la destra aveva scelto. Se ne parliamo al passato è perché nel pianificare la parte finale della legislatura essa non aveva tenuto conto del possibile emergere di una destra più radicale come quella coagulatasi intorno al generale Vannacci con cui è difficile sia allearsi, sia rompere. Per questo non siamo certi che alla fine l’on. Meloni non scelga di lasciare le cose come stanno. Tuttavia non lo sapremo ora, ma solo in autunno. Per questa e per la prossima settimana va in scena l’approvazione della nuova legge elettorale. Poi si vedrà. Esattamente la strada opposta a quella che giustamente Roberto Gressi giudica opportuna in materia elettorale.

 

13 giugno 2026 -Roma, Teatro Flaiano

Seconda assemblea di Officina Repubblicana

USCIRE DALLA CRISI

Verso le elezioni politiche. Il programma economico

Sabato 13 giugno al Teatro Flaiano di Roma si è tenuta la Seconda Assemblea di Officina Repubblicana: “Uscire dalla crisi. Verso le elezioni politiche. Il programma economico”. La video registrazione dell’assemblea è qui di seguito disponibile, suddivisa per singoli interventi.

Al centro dell’incontro, seguito da una platea al completo, la relazione di Giorgio La Malfa che ha illustrato le proposte dell’associazione per il programma economico del centro-sinistra nelle prossime elezioni politiche. La Malfa ha argomento la necessità di tornare a formulare dei programmi pluriennali di politica economica e di definire non soltanto gli obiettivi, ma anche gli assetti istituzionali, ivi inclusi i rapporti con le parti sociali che in questi anni sono stati totalmente ignorati: “Nella assemblea di oggi – ha detto - vorremmo dare un contributo alla elaborazione del programma economico della nostra coalizione. Ovviamente non ci aspettiamo che esso divenga il programma del centrosinistra: quello che ci preme è avanzare un certo numero di idee augurandoci che esse possano offrire degli spunti nella redazione del nostro programma comune”. Si tratta, secondo La Malfa, di lanciare un Piano per la Rinascita dell’Italia, con obiettivi macroeconomici pluriennali e obiettivi settoriali, che coinvolga le parti sociali - sindacati e imprenditori – e sia basato su una precisa struttura istituzionale che preveda fra l’altro l’istituzione di un ministero della Programmazione economica.

Hanno partecipato al convegno con i loro interventi, nell’ordine: Stefano Passigli, Niccolò Rinaldi, Stefano Fassina, Antonio Misiani, Luigi Zanda, Giuseppe Conte.

Nel corso dell’assemblea è stata presentata l’attività svolta da Officina Repubblicana a partire dal suo battesimo, nel gennaio 2026 al cinema Farnese di Campo de’ Fiori: i convegni a Venezia, Milano, Napoli con la partecipazione di politici e personalità della cultura; gli incontri online cui ha partecipato un numero crescente di persone; gli studi realizzati dai tavoli programmatici per approfondire temi di grande attualità, come la questione giovanile, l’energia, l’intelligenza artificiale, la tutela dell’ambiente.


GLI INTERVENTI

si ringrazia per la realizzazione la società di comunicazione integrata CLEVERAGE e, per il suo lavoro, Carlo Aragona

Nora Iosia

Introduzione

Paolo Gattari

I tavoli programmatici

Paolo Mantecchini e Marcello Orecchia 

La Voce dei Giovani

Francesco Casini

I nostri giovanissimi

Stefano Passigli

Sulla legge elettorale proposta dal Governo

Francesco Lauro

L'economia e la politica nel Mezzogiorno

Niccolò Rinaldi

Sulla politica europea

Luigi Zanda

Antonio Misiani

Giuseppe Conte (parte prima)

Giuseppe Conte (parte seconda)

Giorgio La Malfa

Un piano per la Rinascita dell'Italia (parte prima)

Giorgio La Malfa

Un piano per la Rinascita dell'Italia (parte prima)

Stefano Fassina

La "programmazione economica"

 

La chiusura dell'Assemblea di GIORGIO LA MALFA


Giorgio La Malfa, Un piano per la Rinascita dell’Italia: proposte per un programma del centro-sinistra

1. L’esigenza di una politica economica non congiunturale

Nel manifesto di base di Officina Repubblicana all’atto della sua costituzione nel gennaio scorso abbiamo scritto: “Officina Repubblicana nasce come un movimento di opinione politico-culturale in vista delle

ormai imminenti elezioni politiche generali. Officina intende contribuire a una svolta politica nella guida del nostro Paese, dopo oltre 4 anni di governo di centrodestra, sul cui operato diamo un giudizio largamente negativo.  

Erede delle posizioni politiche e culturali della sinistra democratica, Officina si collocherà nell’ambito dello schieramento di centrosinistra, offrendo il contributo delle proprie idee nell’elaborazione e nella definizione di quello che dovrà essere il programma della coalizione e cercando di contribuire anche con il proprio sforzo organizzativo a quello che ci auguriamo possa essere il successo della coalizione di centrosinistra.” 

Riteniamo che fra i  vari capitoli programmatici, le proposte per l’economia saranno fra quelle di maggiore importanza nel determinare l’esito del voto: data la diffusa consapevolezza di una situazione particolarmente difficile in cui si trova da molti anni l’economia italiana [continua a leggere cliccando qui]

Giorgio La Malfa Officina 13 Giugno 2026 Pdf

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1 Atto Costitutivo E Statuto Or Pdf

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Referendum costituzionale 22 e 23 marzo 2026 

Officina Repubblicana vota

Gigi Proietti 1974

Mario Schifano 1960


Serve un’economia del futuro

Giorgio La Malfa sul “Corriere della Sera”

(Corriere della Sera, 16 febbraio 2026) – Penso che dovrebbe esservi un allarme rosso sulle condizioni dell’economia italiana. I dati sono impressionanti, quando li si guardino nella loro evoluzione temporale. Praticamente l’economia italiana è stagnante da un quarto di secolo: è ferma la produttività, declina progressivamente il settore manifatturiero, cresce il settore dei servizi, ma non con le imprese ad alto valore tecnologico ma in attività essenzialmente legate al consumo ed al turismo che offrono stipendi molto al di sotto di quelli degli altri paesi dell’Europa Occidentale […]

leggi l’articolo sul Corriere della Sera

Giorgio La Malfa, intervento conclusivo dell'assemblea di Officina

Roma, 24 Gennaio 2026


 

L'intervista di Radio Radicale a Giorgio La Malfa in occasione del lancio di Officina Repubblicana: clicca qui

 


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