Un Mare di Libertà
Un evento di Officina Repubblicana per il 25 Aprile a Milano
Il commento
Un racconto burocratico
La Via Crucis dell'on. Meloni
Nota Giorgio La Malfa nell’articolo apparso stamane su l’Altravoce - qui allegato in calce - che la posizione esposta ieri mattina dal ministro della Difesa Crosetto in un’intervista al Corriere della Sera segna una netta presa di distanze dall’Amministrazione americana che va oltre la dichiarazione dei giorni scorsi, secondo cui l’attacco israelo-americano all’Iran costituisce una violazione del diritto internazionale. Crosetto sostiene infatti che l’attacco è un errore che può avere conseguenze drammatiche sulla situazione internazionale e lamenta che i collaboratori non abbiano il coraggio di parlare apertamente al Presidente degli Stati Uniti.
La Malfa osserva che questa posizione di Crosetto - molto diversa da quella tenuta finora dal governo italiano - apre un nuovo problema a due giorni dall’intervento che l’on. Meloni dovrà fare alle Camere. Infatti, se la presidente del Consiglio prenderà una posizione identica a quella di Crosetto, si avrà l’impressione che sia quest’ultimo ad avere corretto la linea del governo, mentre se esporrà una posizione in parte diversa, emergerà una differenza di opinioni in seno all’esecutivo.
Nel pomeriggio, dopo avere dato l’intervista al Corriere commentata da La Malfa nell’articolo sull’Altravoce, il ministro della Difesa ha parlato alla Camera e ha ripercorso i rapporti fra l’Italia e gli Stati Uniti circa l’uso delle basi militari in Italia. Crosetto si è tenuto rigidamente al tema indicato per l’informativa, cioè al tema delle regole per l’uso delle basi americane. Non ha fatto cenno alcuno, come si attendeva l’opposizione, alle cose dette nell’intervista. Formalmente aveva ragione il ministro, visto l'oggetto delle sue comunicazioni, ma nella sostanza il Parlamento aveva diritto di sentire dal ministro le cose che questi aveva detto poche ore prima a un quotidiano, oltretutto in un giorno di gravi preoccupazioni per le decisioni preannunciate dal Presidente degli Stati Uniti.
Noi ci domandiamo se a trattenere Crosetto dal ripetere in Aula le sue affermazioni al giornale, sia stato solo il desiderio di attenersi strettamente all’ordine del giorno o se invece non vi sia stato un richiamo a non riproporre in Parlamento una posizione che non essendo quella del governo – o non essendolo ancora – avrebbe potuto rivelare una crepa nella compattezza che l’esecutivo cerca di affermare ogni giorno, specialmente dopo l’esito catastrofico del referendum.
Per questo sarà tanto più interessante ascoltare domani l’on. Meloni. La presidente del Consiglio certo non potrà attenersi alla posizione iniziale di sostanziale copertura dell’azione israelo-americana. Farà probabilmente proprio il giudizio del ministro della Difesa sulla legalità dell’intervento in Iran. Ma si troverà in imbarazzo nel dare un giudizio sull’azione militare in sé: sostenere che è un errore, darebbe il senso che la linea del governo sia dettata dall’on. Crosetto. Ma distaccarsi da questo giudizio, metterebbe in luce una diversità di opinioni in seno all’esecutivo. Probabilmente l’annuncio della tregua di due settimane le offrirà il destro per non affrontare il punto specifico del giudizio sull’azione israelo-americana in Iran e per limitarsi a auspicare un esito positivo dei negoziati. Per i partiti di opposizione sarà comunque una buona occasione non per un attacco frontale, ma per fare emergere le difficoltà e le contraddizioni crescenti in seno all’esecutivo.
La Malfa su Rinascita
"Nordio: se cade il braccio destro, non può restare il Ministro"
Come un pugile finito al tappeto, nell’ansia di rimettersi in piedi prima dei fatidici dieci secondi, l’On. Meloni ha scelto tre capri espiatori dell’insuccesso nel referendum e ne ha ottenuto la testa. Ma nel farlo ha mostrato il deficit di cultura istituzionale della destra ed ha commesso un serio errore. Mi spiego. [...]
leggi su Rinascita
L'editoriale
Chi perde diventa anche antipatico
Non sarà l’opposizione a chiedere le dimissioni dell’on. Meloni. Lo ha detto con chiarezza questa mattina l’on. Schlein in un’intervista su Repubblica. Del resto, l’unico modo per farlo sarebbe presentare in Parlamento una mozione di sfiducia che avrebbe solo l’effetto di rianimare un centrodestra tramortito dall’esito del referendum. Diverso invece è fare osservare che un presidente del Consiglio che si getta a capofitto in una battaglia referendaria [...]
leggi su Il Commento Politico
Referendum costituzionale 22 e 23 marzo 2026
Officina Repubblicana vota
Gigi Proietti 1974
Mario Schifano 1960

Serve un’economia del futuro
Giorgio La Malfa sul “Corriere della Sera”
(Corriere della Sera, 16 febbraio 2026) – Penso che dovrebbe esservi un allarme rosso sulle condizioni dell’economia italiana. I dati sono impressionanti, quando li si guardino nella loro evoluzione temporale. Praticamente l’economia italiana è stagnante da un quarto di secolo: è ferma la produttività, declina progressivamente il settore manifatturiero, cresce il settore dei servizi, ma non con le imprese ad alto valore tecnologico ma in attività essenzialmente legate al consumo ed al turismo che offrono stipendi molto al di sotto di quelli degli altri paesi dell’Europa Occidentale […]
L'intervento conclusivo di Giorgio La Malfa a Roma il 24 Gennaio
L'intervista di Radio Radicale a Giorgio La Malfa in occasione del lancio di Officina Repubblicana: clicca qui